Mietitrici di grano morse da un ragno velenoso o donne represse in cerca di sfogo dalle loro frustrazioni, un tempo nelle regioni del Sud Italia le "tarantolate" si lanciavano in balli estenuanti al ritmo della pizzica, della tammurriata, della tarantella. Musiche sfrenate dai poteri quasi sciamanici che servivano a "liberare" le malcapitate dal male che le affliggeva, fisico o spirituale che fosse.
Dopo la Seconda guerra mondiale il progresso farmaceutico ha superato questa terapia ancestrale basata sulla danza. È rimasta la musica: ipnotica, coinvolgente, a tratti irresistibile, riscoperta negli ultimi anni da alcuni movimenti musicali di grande successo. Primo fra tutti, il "Taranta Power" di Eugenio Bennato, un progetto nato nel 1998 che "sta veicolando nel mondo una immagine nuova e vitale della cultura musicale italiana", dice il cantautore, animatore di un fenomeno in grado di aggregare un folto pubblico di appassionati in concerti (il calendario degli eventi, aggiornato di continuo, è consultabile sul sito del festival), ma anche stage, scuole e festival di grande successo.
Come il Kaulonia tarantella festival di Caulonia (Reggio Calabria), centro di poco più di 7mila abitanti che di recente ha dimostrato vivacità politica, oltre che musicale, concedendo il diritto di voto ai residenti extracomunitari. La rassegna di Caulonia, nelle ultime due edizioni diretta proprio da Bennato, ha ospitato personaggi quali Noa, Tony Esposito, Roy Paci e tornerà anche quest'anno dal 24 al 28 agosto, dopo che nel 2007 ha cambiato nome abbandonando il precedente "Tarantella power", oggi emblema dell'analogo appuntamento di Badolato (Catanzaro). Un piccolo borgo di circa 3mila abitanti 42 chilometri a nord di Caulonia, che ogni estate, nelle serate dell'evento, la musica moltiplica a 8-10mila, con punte di oltre 25mila persone come nella serata finale dell'edizione 2009, con l'esibizione di Piero Pelù con l'Orchestra popolare calabrese. Un successo che gli organizzatori sperano di bissare con l'undicesima edizione, in programma dal 23 al 27 agosto.
Altra rassegna ormai affermata è la Notte della taranta (13-28 agosto), il festival dedicato alla valorizzazione della pizzica salentina che chiuderà la tredicesima edizione con un grande concerto diretto da Ludovico Einaudi.
Al di là di queste piccole Woodstock, nella vita quotidiana dei piccoli paesi "le occasioni di ballo sono ancora oggi svariate -svela Antonio Critelli, uno degli organizzatori della rassegna di Badolato-. Dalle festività familiari (nascita, fidanzamento, matrimonio) a quelle agresti in coincidenza con determinate evenienze (vendemmie, trebbiature, etc.)". La musica, poi, diventa un vero rituale in occasioni di ricorrenze religiose "quando una folla danzante accompagna in processione la statua di San Rocco a Gioiosa Ionica (Rc)".
Tradizioni preziose, da tramandare con cura: come fa il Conservatorio di musica popolare della Calabria, inaugurato a Isca sullo Ionio (Catanzaro) nel maggio del 2008, con l'obiettivo di promuovere la conoscenza della musica popolare, formare nuovi musicisti e rilanciare laboratori di strumenti musicali tradizionali, dalla ciaramella alla chitarra battente, dal fischietto alla lira calabrese. Per chi vuole unire l'apprendimento della tradizione al piacere di una vacanza, da non perdere le iniziative di Estadanza che ormai da 27 anni propone corsi estivi di musica e balli popolari: per il 2010, gli appuntamenti sono a Tricarico, provincia di Matera (8-15 agosto); Galatina, provincia di Lecce (16-21 agosto) e Ficarra, provincia di Messina (23-29 agosto).
TESTO DI ANDREA ROTTINI











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