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A cavallo di una sedia
Da oltre vent'anni, Marco Baliani racconta la storia di Michele Kholhaas, allevatore di cavalli nella Germania del 1500, vittima di un sopruso a cui si ribellerà, pena la vita.

Lo scalpitio dei cavalli ricreato con i tacchi delle scarpe, sulle tavole del palcoscenico. In groppa a una sedia, armato della sola voce e di una gestualità formidabile, Marco Baliani da oltre vent'anni racconta la storia di Michele Kholhaas, allevatore di cavalli nella Germania del 1500, vittima di un sopruso a cui si ribellerà, pena la vita.  

Una storia vera, narrata per la prima volta dallo scrittore romantico Heinrich von Kleist nel 1810 e riscritta a quattro mani per il teatro da Marco Baliani e Remo Rostagno: "Kholhaas" è una metafora amara, senza tempo, sulla ricerca di giustizia in un mondo corrotto. In scena dal 1989, questo spettacolo ha segnato la nascita del teatro di narrazione in Italia, diventando un "cult". "È cambiata la società e siamo cambiati noi -spiega Marco Baliani-, ma il racconto di Kleist ha conservato la forza originaria e, come ogni grande opera d'arte, continua a rivelare i mali che ci affliggono".

Difficile poi non identificarsi nell'onesto Kholhaas. Depredato dei suoi migliori purosangue da un aristocratico, l'uomo si ostina a chiedere alle autorità di vedere riconosciuto il torto subito. Diritto che gli verrà negato e che lo trasformerà nel capo di una rivolta epica e fatale che lo porterà a sfidare persino il principe di Sassonia e a trovare così la morte. "Per la mia generazione, targata 1968 -confessa l'autore-, questo romanzo racchiude diversi interrogativi: sul senso della giustizia, umana e divina, e sulla difficoltà dell'individuo nel reagire all'iniquità". 

Oggi quelle domande sono ancora aperte e insieme alle reazioni del pubblico, dopo tante stagioni, sono state raccolte nel libro "Ho cavalcato in groppa ad una sedia", uscito questa primavera per la casa editrice Titivillus. Ma gli affamati di storie possono ancora incontrare Marco Baliani in tournèe e nei workshop che quest'anno si tengono nei teatri di tutta Italia, in occasione del ventennale di "Kholhaas". 
Mentre al "Napoli teatro festival", dal 24 al 26 giugno, è previsto il debutto di una pièce corale (nove gli attori in scena) che porta la sua firma: "La Repubblica di un solo giorno". Protagonista, la breve avventura di quel laboratorio politico e sociale che nella Roma del Papa Re (era il 1849) è stato all'origine della nostra democrazia. "Un momento quasi sconosciuto della nostra storia -ammette Baliani-, l'unica vera rivoluzione fatta finora in Italia".  

TESTO DI ROSY BATTAGLIA

 

 

 

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