Ogni passo sarà la perla di una collana che ripercorre l'Italia e la sua storia. Quella del boom economico e quella di oggi, tra crisi e scelte forti, attente all'uomo e all'ambiente. "GeMiTo, in cammino tra paesaggi ed economie": poco più di trenta giorni, 650 km a piedi per unire Genova, Torino e Milano e incontrare le tante "eccellenze" nate ai margini del Triangolo industriale. Ma scordatevi di camminare tra capannoni e fabbriche dismesse, magari lungo i bordi di Tav e A4. A fare da apripista saranno camminatori, fotografi, artisti e raccoglitori di storie che certo non rinunciano a scovare il bello nella complessità di un territorio in "ostinata" trasformazione.
Appuntamento il 25 aprile, tra le banchine del porto Vecchio di Genova, dove si farà ritorno ai primi di giugno. Sempre con lo zaino in spalla e a passo lento, in un percorso che attraversa l'Appennino e il Parco delle Capanne, Ovada e il Monferrato, Torino e il Vercellese, il Parco del Ticino e Milano e poi giù, lungo l'antica via del sale che porta al capoluogo ligure, passando per il Pavese. "Incontreremo cooperative, sindaci, agricoltori, famiglie e aziende che hanno scommesso sulla sobrietà e sulla propria terra", spiega Riccardo Carnovalini, fotografo e camminatore, tra gli organizzatori di questo viaggio nell'Italia della decrescita felice, che vede fianco a fianco l'associazione CamminAmare, ItinerAria e Movimento lento, Servas, la Banca della Memoria e il Movimento stop al Consumo del territorio. Solo per citarne alcuni.
Ecco allora inanellarsi come perle di questa collana, il comune di Cassinetta di Lugagnana (Mi) che ha detto no alla cementificazione, la Kite Gen di Chieri (To), una centrale di produzione di energia eolica "pulita", e la "Cascine Orsine" di Bereguardo (Pv), realtà di agricoltura biodinamica. Ma anche il Museo del cemento "naturale" di Ozzano Monferrato (Al). "Il programma è ancora aperto: vorremmo che fossero le persone a segnalarci e a farci scoprire le diverse storie che abitano accanto a loro". A due condizioni: mai più di 20 km al giorno, e nessuna quota di iscrizione. Non è un viaggio organizzato: al gruppo ci si può unire liberamente anche per un solo giorno, basta presentarsi al mattino, all'ora e nei luoghi indicati sul sito (di solito stazioni ferroviarie o municipi). E per vitto e alloggio? "Vogliamo privilegiare l'ospitalità in famiglia e nelle strutture significative che ci offriranno un tetto e amicizia. Per continuare il nostro viaggio anche nel momento del riposo ".
Mentre i camminatori metteranno fisicamente in rete le diverse realtà, chi è costretto a casa potrà seguirli, complice internet e una tecnologia innovativa che popolerà di immagini e commenti una mappa on line, aggiornata al minuto. "Merito del Gps -spiega Riccardo-: il navigatore satellitare ci permetterà di indicare la nostra posizione in qualunque momento, ma anche di memorizzare il tracciato per chiunque voglia ripercorrerlo". Con il sogno di rendere GeMiTo un cammino vero e proprio con il contributo delle istituzioni. Ma perché questo nome "sofferto"? "Il Devoto-Oli lo definisce lamento disarticolato, ma quella sigla ha un valore storico: è un pezzo d'Italia, e quando lo pronuncio ha il suono di un canto, di piacere e di stupore".
TESTO DI ELENA PARASILITI











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