Alternative possibili
Percorsi mentali
"Stamattina ho messo le tue scarpe": al centro residenziale e diurno Varea Dini di Urbino, un viaggio in tre tappe per entrare nella quotidianità di chi convive con la patologia psichiatrica.

Il modo migliore per conoscere è sperimentare, mettersi nei panni, o in questo caso "nelle scarpe" degli altri. Persone che spesso si vedono a fatica, forse per distrazione, più probabilmente per il disagio che può nascere davanti alla diversità. L'associazione Alpha e il Dipartimento della salute mentale di Urbino credono sia possibile abbattere la diffidenza e lo fanno con "Stamattina ho messo le tue scarpe": un percorso fisico e psicologico che, in tre tappe, avvicina i partecipanti al mondo della malattia mentale. L'appuntamento è al Centro residenziale e diurno Varea Dini di Urbino, in cui durante il primo momento, intitolato "Assenza", ognuno è libero di muoversi tra gli spazi dove persone con malattie psicotiche e nevrotiche vivono la propria quotidianità: la sala da pranzo, le camere, gli spazi comuni, che si mostrano ai visitatori così come i loro ospiti li hanno lasciati.
La tappa successiva è un itinerario a piedi per le vie secondarie della città. In piccoli gruppi, si segue un percorso che porta all'ascolto delle testimonianze di alcune persone con patologie mentali. Le loro voci, che formano un "Racconto", titolo della tappa, si alternano in un documentario, realizzato nel centro Varea Dini e proiettato sulle pareti interne di alcune case che, situate al piano terra, consentono la visione dalla strada. L'idea nasce dai registi Elena Mattioli e Flavio Perazzini: "Per girare questo documentario -racconta Elena-, abbiamo scelto set fissi, dove le telecamere fossero visibili a chi decideva di farsi riprendere, senza ‘rubare' nulla".
Il risultato è una serie di dialoghi tra gli ospiti del centro, sulla loro vita, le loro relazioni, il modo in cui vivono la malattia. "Alcuni erano curiosi, altri diffidenti - continua Elena-. Nel montaggio abbiamo voluto restituire la tecnica di ripresa con dialoghi fluidi e ininterrotti". Il titolo, "Sigarette e sigarette", trae spunto dal film di Jim Jarmusch "Coffee and cigarettes", "ma anche dal fatto che -spiega la documentarista-, la dipendenza dal fumo è tipica dei malati psichici, come era evidente anche sul set". Tappa finale, la "Restituzione", in cui i partecipanti riflettono su ciò che hanno vi- sto e provato durante la giornata, con l'aiuto di alcuni esperti.
Oltre alle date del 16 e 17 giugno, è possibile seguire il percorso anche sul sito homessoletuescarpe.it, un contenitore di materiali, racconti, video, immagini e interrogativi sulla malattia mentale, inviati anche dagli utenti. Da vedere la storia a fumetti di Yuri, pseudonimo di un ospite del centro, che guida i visitatori alla scoperta del suo mondo.

 

Testo: Alessandra Ravelli

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