Alternative possibili
Metti un open nel motore
Abbiamo parlato degli usi del software libero, dei dispositivi che lo utilizzano. Per molti, però, la conoscenza di questi programmi è limitata ad applicazioni molto note come Firefox e Libreoffice, mentre esistono altri progetti che, sotto il cofano, hanno un motore open source dalle grandi potenzialità...

In questa rubrica abbiamo parlato degli usi del software libero, dei dispositivi che lo utilizzano
e delle varie applicazioni, più o meno utili, che appartengono al mondo dei codici sorgente aperti. Per molti, però, la conoscenza di questi programmi è limitata ad applicazioni molto note come Firefox e Libreoffice, mentre esistono altri progetti che, sotto il cofano, hanno un motore open source dalle grandi potenzialità.
Molti dei siti web che frequentiamo ogni giorno, per esempio, sono veri e propri programmi eseguiti su server ai quali ci colleghiamo: di solito realizzati utilizzando svariati strumenti, ciascuno con un compito specifico, come per esempio i database, dove vengono ospitati i dati e i framework, che li organizzano e li impaginano. In questi casi, nulla vieta di utilizzare sistemi ibridi, nei quali almeno qualcuno di questi compiti è coperto da un software libero.
Fa così Facebook, che vanta un'architettura completamente open a partire da MySql, in quella che è probabilmente la più grande implementazione di questo database: il social network fondato da Mark Zuckerberg, infatti, funziona grazie a circa 10mila server, 1.800 dei quali solo per archiviare i dati degli utenti. Lo staff dell'azienda, poi, è uno dei maggiori fautori di modifiche dei prodotti open utilizzati. Anche Amazon, il più grande negozio della rete, ha un'architettura ibrida con alcune componenti aperte ed altre proprietarie, legate a diverse software house. Tra i sistemi operativi, l'esempio più evidente è quello di Macos, che fa girare i computer apple, dove un motore open è unito ad un ambiente grafico proprietario. Tra chi sta dall'altra parte della barricata troviamo Ebay, che usa strumenti closed source acquistati da diversi produttori e poi integrati tra di loro. Google, invece, fa storia a sé: se l'algoritmo del motore di ricerca è uno dei segreti meglio custoditi dall'azienda di Mountain View, per ogni altro aspetto del sito l'apertura è totale, al punto che ogni anno sponsorizza centinaia di progetti open, allo scopo di migliorare i propri strumenti con l'aiuto degli sviluppatori.

 

Rubrica "mondOpen", a cura di Tommaso Ravaglioli, Openlabs, su Terre di mezzo n°031 gennaio 2012.

Openlabs è un'associazione culturale che organizza corsi, seminari e convegni per la diffusione del software libero.

 

 

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