Alternative possibili
I GAS nell'era dell'e-commerce
Spesa online e consegna a domicilio: i Gruppi di Acquisto Solidale sbarcano su internet. All'insegna della sobrietà.

Equo, sostenibile, elettronico. La spesa online non è più appannaggio solo dei grandi supermercati: dall'esperienza di alcuni gruppi di acquisto solidali sono nati infatti siti di commercio via internet dove si trova una ricca lista di prodotti selezionati, dalla A di arance alla Z di zucchine, passando per conserve, olio, pasta e vino, tutti rigorosamente "buoni" per l'uomo e l'ambiente.
L'utente deve solo selezionare ciò che desidera e il carrello è fatto. Con un clic si invia l'ordine e dopo pochi giorni si può andare a prendere il proprio pacco in un punto di raccolta concordato, oppure riceverlo a casa. Il web agevola così la gestione degli ordini dei Gas, che non devono più rivolgersi ai singoli produttori ma trovano in un'unica lista una varietà di prodotti. Dall'altra permette anche ai singoli di fare una spesa equa e sostenibile, godendo degli stessi vantaggi dei gruppi: attenzione alla filiera
e un buon rapporto qualità-prezzo.
A Milano ha raccolto questa sfida la cooperativa Bottegas (www.bottegas.it), un Gas che si è evoluto in negozio, tavola calda e fornitore di gruppi e singoli grazie al servizio online "biosporta della spesa". "Non volevamo che i gruppi di acquisto si limitassero
a delle grandi abbuffate tra amici -racconta Daniele Sacco uno dei fondatori-. Crediamo nel consumo critico e vogliamo che si diffonda il più possibile. L'e-commerce è un modo per renderlo accessibile a più persone".
Ora il servizio di consegna a casa, previsto solo a Milano, costa 4 euro per acquisti di almeno 40 euro, gratis per spese oltre gli 80. "Presto le consegne verranno fatte in bici, così abbattiamo ancora di più l'impatto ambientale" racconta Daniele.
Un vero pioniere della spesa online è però la cooperativa Le strade del fresco (www.lestradedelfresco.it), nata due anni fa sempre dall'esperienza dei gruppi di acquisto solidale. Il fondatore, Claudio Buzzoni, appassionato sostenitore della spesa consapevole alla portata di tutti, ha ideato un'efficiente piattaforma logistica in grado di gestire anche il fresco, nata prima per i Gas poi apertasi anche ai singoli consumatori. "Oggi solo la metà dei nostri utenti sono gruppi. La cooperativa ha quattro dipendenti e un fatturato di circa 48mila euro al mese". La lista di Strade del fresco è molto varia, comprende 24 produttori e i prezzi sono davvero convenienti. La spesa ordinata online si ritira il sabato mattina presso il magazzino di Legnano (Mi), ora diventato anche ristoro. La consegna a domicilio invece è solo per i gruppi: "È stata una nostra scelta -spiega Buzzoni-. Ci piace l'idea che fare la spesa sia comunque uno scambio, una relazione collettiva". Nonostante le potenzialità, l'apertura ai singoliconsumatori attraverso la spesa online resta ancora un tabù per la maggior parte dei Gas: si teme di perdere la pratica del confronto e della scelta condivisa all'acquisto, nonché il rapporto diretto con i produttori. Non a caso Buzzoni, con la sua impresa, ha perso per strada alcuni gasisti. Si tratta dei gruppi di acquisto che hanno fondato il consorzio Aequos, (www.aequos.eu) sistema analogo a Strade del fresco ma rigorosamente dedicato ai Gas che sono anche soci della cooperativa. Il sistema è basato sul lavoro volontario degli associati, che a turno smistano la merce tra le province di Varese, Como e Milano. "La nostra è un'azione forte -afferma Franco Ferrario, presidente di Aequos-, ma sono convinto che solo intervenendo drasticamente sulla filiera produttiva si può davvero cambiare il mondo".
Esperienze analoghe ci sono anche in altre regioni. A Roma ad esempio c'è LasVeGas (www.alfredogagliardi.com/lasvegas) un Gas aperto che permette l'acquisto online di prodotti vegetariani. Inoltre al di là delle esperienze nate dai gruppi di acquisto, il web è pieno di siti per la spesa bio online. Ma come distinguere quelli onesti dalle bufale? "Ciò che sicuramente non si deve perdere di vista è l'attenzione all'origine dei prodotti. Da dove vengono? Chi li fa? Come li produce? -risponde Daniele Sacco di Bottegas-. Un sito serio deve essere in grado di fornire queste informazioni". Bisogna poi saper distinguere: "Ci sono quelle aziende bio un po' all'americana che magari non usano pesticidi ma poi coltivano a monocultura centinaia di ettari, distruggono la biodiversità e per portarti la zucchina davanti a casa, macinano chilometri in camion o in aereo. Noi siamo per il bio artigianale, a km 0 e a produzioni che davvero rispettino il territorio" spiega Sacco. Insomma l'obiettivo è sempre quello: consumare meno e meglio. Attenzione ai falsi imitatori in rete.


Testo: Eleonora De Bernardi 

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