"Da soli si ricama un fazzoletto. Insieme si ricama un tappeto. Ogni filo ha il suo colore, e il tutto ne ha un altro ancora". Si presenta così il gruppo di illustratori che a Milano ha dato vita al progetto "IllustrAzioni in corso". Illustratori, perché nella grammatica italiana la maggioranza non vince, ma le foto del gruppo parlano chiaro: una ventina di donne, dai 25 ai 60 anni, e di facce barbute solo un paio. Il nome, per ora, è l'unico campo della carta d'identità che hanno scelto di compilare: niente statuti, nessuna vera dichiarazione programmatica, un numero di partecipanti sempre variabile.
Giulia Orecchia, una delle ideatrici, mette a disposizione per le riunioni il suo studio in zona Tortona, guarda caso un ex colorificio. Portano da mangiare e attorno al buffet immaginano spazi nuovi per le loro creazioni: "Vogliamo farle uscire dagli studi e dai libri e dare colore alla vita quotidiana. È anche un modo per rendere il mestiere dell'illustratore un po' meno solitario" spiega Anna Masini, fra le più giovani.
Missione compiuta già dalla prima IllustrAzione. Una sera d'aprile del 2010, la vetrina opaca dell'ex colorificio diventa lo schermo per uno spettacolo di ombre cinesi. Quando le luci si accendono, al suono di una fisarmonica, prendono vita sulla vetrina creature di ogni tipo: pentole e caffettiere si librano sopra a un tavolo di cucina, spalancando bocche e occhi insospettati, sciami di farfalle escono da un cassettone, un lumacone perlustra un bagno, curiosando tra lavatrice e wc. Ciascuno, dall'interno, incolla al vetro i propri ritagli e li anima. Fuori, nonostante la pioggia, tanti ombrelli si fermano a guardare. Una performance "per dire alla città che c'è spazio per sognare", come recita la locandina, e che adombra già quella vocazione "politica" che col tempo diventerà più chiara.
Come in occasione dello Sbarco della nave dei diritti, partita da Barcellona con un carico di italiani provenienti da tutta Europa. Siamo a Genova, è il 27 giugno. Piazza Sarzana è stata ribattezzata per l'occasione Piazza del diritto al sapere e alla bellezza, ma è pur sempre una distesa d'asfalto, in genere usata come parcheggio. A trasformarla ci pensano le illustratrici (ci scuserà Dario Cestaro, unico uomo della spedizione!) che, gessetti alla mano, tracciano sul cemento un grande albero bianco. Le foglie e i frutti? Animali ispirati a Chagall, Klee, Matisse, un ritratto di Dante, uno di Beethoven, un angioletto del Rosso Fiorentino. L'albero cresce accompagnato dal suono di un flauto. Seduti sui rami, alcuni attori leggono brani di Platone, Pasolini, Saramago. "A un certo punto i bambini si sono messi a disegnare insieme a noi -ricorda Anna-. Non era previsto, ma ci è piaciuto. Così è nata l'idea della Gessettata". Un appuntamento con genitori e bimbi per colorare insieme lo spazio pubblico. La formula viene proposta a novembre a latere della mostra "100 illustratori per Gaza" di Torino, e ad Alessandria, per festeggiare la Convenzione Onu dei diritti dei bambini. "Quando siamo arrivati sul posto, erano già in tanti ad aspettarci, tutti pronti a sedersi per terra, compresi i papà col paltò" racconta Anna. "Come i vecchi madonnari -commenta Giulia Orecchia-. Così ci siamo riappropriati del diritto di giocare per strada".
Di recente, invece, un ritorno alla carta: un libro senza parole, con 24 rose interpretate da altrettanti illustratori, pubblicato a loro spese e in vendita online. "Tentiamo di dribblare l'editore -spiega Giulia-. Non pensiamo di guadagnarci chissà che, ma è bello essere il motore di un lavoro tutto nostro". E per il futuro? Tante idee, ancora un po' vaghe. "Ci piacerebbe raccogliere fondi per una causa che ci stia a cuore" conclude Giulia. "Magari a favore dei bambini -aggiunge Anna-, i nostri principali interlocutori".
Testo di Giulia Genovesi










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