Alternative possibili
Un brindisi al pianeta
Lampadine a basso consumo, acqua del rubinetto e buffet biologico. Con "Happy hour, happy planet" l'aperitivo si tinge di verde... seguiteci sul nuovo blog di Terre di mezzo.

Milano, tardo pomeriggio, l'ora dell'aperitivo. Siamo in un locale sui Navigli, ma potrebbe essere anche Città studi, "Porta Venezia", il centro: i giovani si trovano per fare quattro chiacchiere, bere un cocktail, mangiucchiare un salatino, a volte quasi una cena, con pasta, salumi, insalate. Un momento di relax dopo una giornata di lavoro o di studio.

Peccato che alla fine di questo piacevole rito restino montagne di rifiuti: piatti di plastica, posate, bicchieri, avanzi di cibo, magari buttati tutti insieme nello stesso cestino. È una delle tante abitudini con cui un locale e i suoi clienti, senza farci troppo caso, incidono sull'ambiente.
Da aprile a Milano parte "Happy hour happy planet", una campagna guidata dall'associazione Fratelli dell'uomo e finanziata dalla Fondazione Cariplo per sensibilizzare gestori e clienti di bar, pub e birrerie su temi quali energia, cibo, acqua, mobilità e rifiuti. I locali prescelti (Rhabar, Union club, Turnè, Bar Magenta e Atm Bar), già a febbraio hanno cominciato a lavorare insieme alle consulenti ambientali di Città possibili per migliorare la propria sostenibilità e a breve metteranno a disposizione materiale informativo sulle novità della gestione.

Qualche esempio? Lampadine a basso consumo, acqua in brocca, riduzione delle stoviglie di plastica, buffet a km zero (a seconda delle possibilità e dei desideri di ogni gestore). Non solo: a rotazione, per tre settimane ciascuno, i locali ospiteranno mostre, proiezioni, degustazioni bio a cura di Aiab-Associazione italiana agricoltura biologica e cooperativa Incontro, e un gioco interattivo itinerante progettato dallo Ied-Istituto europeo di design di Milano.
Chi vuole fare un percorso completo su tutti e cinque i temi della campagna, potrà seguire di volta in volta le iniziative spostandosi da un bar all'altro. Il debutto all'inizio di aprile, in concomitanza con il Salone del mobile.

"Di solito questi progetti si rivolgono alle scuole o alle famiglie -racconta Chiara Vona di Città possibili, tra le ideatrici del progetto-. Volevamo lavorare con i giovani fra i 25 e i 35 anni e fare qualcosa di più coinvolgente, diverso dal solito seminario". Un'esigenza condivisa anche da Elena Pisano di Fratelli dell'uomo, che accoglie con entusiasmo l'idea dell'aperitivo ecologico, "con l'obiettivo che i clienti portino a casa le buone pratiche che vedono mettere in atto nei loro luoghi di ritrovo preferiti".

Gli stessi gestori hanno risposto volentieri all'appello, nonostante l'adesione alla campagna richieda anche un certo impegno: "Nel privato sto molto attento all'ambiente -racconta Francesco, 37 anni, coproprietario del Turnè, in zona Porta Venezia-. Quando però hai un locale pubblico è difficile stare attento a tutto e questa è una bella occasione per farsi aiutare da professionisti". Per ora "Happy hour happy planet" esiste solo a Milano, "ma chissà che in futuro non si possa allargare anche ad altre città d'Italia" conclude Chiara.

Per essere informati sugli eventi dei prossimi mesi e conoscere meglio protagonisti e partner dell'iniziativa, potete seguire il blog (c'è anche una pagina su Facebook) e visitare lo stand del progetto a "Fa' la cosa giusta!" (25-27 marzo, Fiera Milanocity).

Testo di Giulia Genovesi

 

Eventi
Rubriche