Alternative possibili
Le ricette della convivenza
Piatti etnici e storie migranti si incontrano dietro i fornelli. Merito dell’associazione Cucimondo.

Luci soffuse, musica di sottofondo, immagini esotiche proiettate sul muro. Un tavolo al centro e un semicerchio di sedie. Trenta persone si ritrovano per mettersi in viaggio, ma ancora non lo sanno. Sì, perché anche senza metter piede fuori Roma, stanno per scoprire i profumi e i sapori del mondo, accompagnati per mano da persone provenienti dai Paesi più diversi.

Merito di Cucimondo, associazione di volontariato che promuove "Incontrarsi a tavola", un originale corso di cucina durante il quale ogni partecipante insegna a preparare i piatti tipici della propria tradizione. Non cuochi professionisti, ma cittadini emigrati in Italia che approfittano dei fornelli per far conoscere la loro cultura e stringere nuove amicizie. Come Wael, che mentre spiega come preparare falafel e hummus, racconta il suo passato di attivista politico in Egitto e il suo presente di venditore di artigianato giapponese nella capitale. I partecipanti seguono con attenzione, divisi tra gli appunti della ricetta e le foto delle piramidi che scorrono sullo schermo, in attesa di mettersi a tavola.

Dopo la terra dei faraoni, il viaggio di Cucimondo continua alla scoperta di gusti sconosciuti: tra gli altri, quelli dei piatti afro-portoghesi dell'Angola (gennaio), delle creazioni eclettiche di Hong Kong, dei sapori transnazionali delle carovane Rom (a marzo) e della sostanziosa e sorprendente cucina irachena, che si fregia dell'invenzione dell'autentico kebab sotto forma di spiedini di carne d'agnello (a giugno). Gli appuntamenti? Tre volte al mese, due serate e un sabato mattina.

Ma a Cucimondo si preoccupano di nutrire anche la mente, proponendo incontri di lettura e visite guidate in quartieri multietnici della capitale. "Non abbiamo ancora una sede fissa -dice Elena Dalla Massara, presidente dell'associazione-: ci appoggiamo al centro Il fiume di via dei Dalmati 37, a San Lorenzo, e alla ong Ricerca e cooperazione in via Savona 13/a nel quartiere San Giovanni".

Nonostante la precarietà logistica, l'associazione restituisce con abbondanza quello che riceve dal Sud del mondo: il ricavato degli appuntamenti culinari (23 euro per le serate, 30 euro per le mattinate) va a sostegno del centro Mater Misericordiae di Bukavu che offre assistenza a ex-bambini soldato e altre vittime della guerra in Congo.

Testo di Tonia Garofalo

 

 

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