Niente Barbie né Gormiti, i giochi li offre direttamente la natura. Martina raccoglie una manciata di fieno, raggiunge il recinto e porge il suo regalo nella mangiatoia. Le mucche sembrano gradire. Intanto Giacomo, occhio vispo da aspirante Gian Burrasca, cerca di scalare un albero.
Non sono vecchie fotografie ingiallite di vita contadina, ma scene quotidiane alla Piemontesina, agriasilo di Mandria, frazione di Chivasso, in provincia di Torino. Il primo asilo in fattoria ad avere aperto i battenti in Italia, appena quattro anni fa. L'idea è stata di Emilia Cambursano, che voleva "unire il lavoro di allevatrice nella azienda agricola di famiglia con la passione per i bambini". Così ha adattato, con poche migliaia di euro, una parte della sua cascina per accogliere i piccoli: tavoli e sedie della giusta altezza, muri colorati, tappeti sui quali giocare. Quest'anno i bambini iscritti sono 16 ed Emilia li segue con l'aiuto del figlio Manuele e di due educatrici professionali. "Non siamo un asilo d'élite -tiene a precisare-: la retta costa 500 euro al mese, in linea con quelli normali".
Per raggiungere la Piemontesina occorre lasciarsi alle spalle la vicina Chivasso: una manciata di chilometri verso Nord-Est bastano per dimenticare lo svincolo dall'autostrada Milano-Torino e i fumi delle ciminiere dalla centrale Enel che sormontano la città, mentre le vette innevate del Cervino e del Monviso sembrano quasi a portata di mano e tutto attorno è ormai aperta campagna.
Dopo la colazione ci si deve coprire bene, fuori fa freddo: le maestre mettono a tutti stivaletti di gomma, giubbotto pesante, guanti e berretto. Poi si esce per imparare i mestieri della campagna, in fila per due. I più piccoli, come Pedro che ha appena 10 mesi, stanno nel passeggino, gli altri camminano a piccoli passi, inciampando ogni tanto, ché il più grande ha cinque anni, ma la maggior parte non ne ha ancora tre. Tutti insieme vanno a portare il fieno alle mucche, ad accarezzare gli asini nella stalla e poi a dare il mais a oche e galline, facendo attenzione perché alle volte "pungono i diti", spiega Margherita, il viso nascosto da una papalina rosa. "Lo scopo dell'agriasilo è far crescere i bambini a contatto con la natura -spiega Emilia-. Imparano a conoscere e rispettare gli animali, a riconoscere i frutti di stagione. Scoperte che in città non possono più fare".
Aprire le porte della Piemontesina ai bambini non è stato facile. Era necessario che il Comune di Chivasso approvasse una delibera ad hoc per permettere l'attività didattica in un'area rurale, oltre all'autorizzazione dell'Asl. Ci sono voluti mesi. Un aiuto importante è arrivato dalla Coldiretti che, non solo ha deciso di aiutare Emilia nelle pratiche burocratiche, ma ha sposato il progetto degli agriasili, facendo della Piemontesina un esempio per il resto d'Italia. "Altri cinque agriasili sono già attivi in Piemonte, Veneto, Trentino e Friuli, e quest'anno ne saranno pronti altri quattro in Molise, Sardegna, Marche e Sicilia -afferma Silvia Bosco, responsabile del progetto della Coldiretti-, ma i soci che ci hanno contattato per aprirne uno sono più di cento".
Il successo tra i genitori di Chivasso e dintorni è stato immediato, alcuni di loro percorrono anche 20 chilometri per portare il figlio a crescere nella natura. E anche nel resto d'Italia in tanti sembrano essere pronti a fare lo stesso: un sondaggio condotto nel 2010 dalla Swg per conto della Coldiretti, ha rivelato che 78 genitori su 100 sognano di far crescere i propri bambini in un agriasilo.
Dopo il "duro lavoro" per i bimbi della Piemontesina è ora di sedersi a tavola. Oggi la cuoca Vittoria ha cucinato bocconcini di carne, polenta e fagiolini, tutto a km zero. Poi, dopo aver giocato un po' sui tappeti colorati che occupano la sala, è tempo della nanna. Arianna, una delle educatrici, mette una musica rilassante, mentre Emilia accompagna nella culla i bambini, uno per volta partendo dai più piccoli. Qualcuno vorrebbe continuare a giocare e serve una storiella per fargli prendere sonno. Al risveglio ci saranno nuove cose da scoprire: oggi pomeriggio bisogna aiutare la maestra Emilia a preparare i biscotti.
Testo di Andrea Legni










OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook