Tappi e molle fanno una macchina, scatole e barattoli un coccodrillo. E con un pizzico di creatività da bottiglie di plastica verdi e bianche può nascere un albero di Natale con tanto di addobbi. Alla Ludoteca del riuso Ludo Riù tutto ciò che sembra destinato alla discarica comincia una vita nuova. Ludo Riù è un progetto della Regione Marche rivolto alle scuole (ma non solo) che stimola a immaginare una seconda vita per scampoli di stoffa, liste d'acciaio e blocchetti di legno.
I bambini portano il materiale di scarto, gli educatori insegnano loro i trucchi per costruire giochi e decorazioni. Il tutto in un territorio ricco di calzaturifici e pelletterie che producono grandi quantità di scarti di lavorazione: "Abbiamo posizionato dei cassonetti in cui le aziende, una quarantina, possono depositare i materiali che non utilizzano più -spiega Fiorella Traini, referente del progetto-: noi poi passiamo a raccoglierli con un pulmino e li depositiamo nel Magazzino della fantasia assieme a quanto hanno portato da casa i ragazzi".
Il Magazzino della fantasia altro non è che il deposito degli scarti, ma al posto di essere una discarica, per i bambini è il forziere da cui attingere mollette e cartoncini con cui esercitare la fantasia. E fare "arte" senza impiegare un euro nell'acquisto dei materiali. Le scuole non hanno soldi per comprare il compensato? Poco male, nel Magazzino della fantasia di assi di legno divise per colore e spessore ce ne sono a volontà (seghe e pennelli li pagano Regione e Comuni).
La prima ludoteca del riuso nasce nel 1999 a Pesaro, poi è la volta di Tolentino, Fermo e Santa Maria Nuova. Con gli anni il laboratorio è entrato a far parte del programma didattico di molte scuole marchigiane, e la prossima ludoteca, la quinta, nascerà ad Ascoli Piceno. C'è anche un progetto che supera l'Adriatico: un corso di formazione a Tirana, in Albania, per spiegare agli insegnanti come proporre agli alunni attività di riciclo.
"Giocare è un modo per imparare divertendosi -dice ancora la referente-: si possono così spiegare ai più piccoli le proprietà di plastica e carta, ma anche le conseguenze della produzione smisurata di rifiuti e i problemi dello smaltimento". Di mattina le ludoteche sono riservate alle scuole (in quella di Fermo sono passati 3.500 bambini in un anno), di pomeriggio le porte si aprono a tutti.
C'è il pasticcere che porta gli avanzi della produzione e insegna l'arte di fare dolci di "recupero" e c'è l'anziano che, ricordando i giochi di un tempo, mostra come funziona l'intramontabile tiro al barattolo. "Ci sono ricadute immediate anche sulle famiglie -conclude Fiorella Traini-: una mamma ci raccontava che da quando la figlia ha partecipato al laboratorio non ammette più di vedere carta e umido buttati nello stesso cestino". Facendo giocare i bambini.
Testo di Laura Bellomi










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