Sino al 2002 bagni municipali, oggi Casa del quartiere. Cambia utilizzo l'edificio liberty su due piani di via Morgari 14 a San Salvario a Torino, senza perdere la sua funzione sociale. Il 24 settembre, dopo otto anni di degrado, i 600 metri quadrati che ospitavano i servizi igienici per i senza dimora della città diventano uno spazio dedicato alle iniziative culturali e sociali, con sportelli informativi, attività e corsi rivolti a tutti: dai giovani agli anziani, dagli stranieri alle famiglie. Spazio e idee non mancano: a piano terra c'è un ristorante caffetteria solidale, un ampio salone centrale per gli eventi pubblici, più altri locali per le associazioni di quartiere, al primo piano un ufficio riservato al co-working, una palestra per danza e teatro e una terrazza che ospita l'orto. Senza contare i 500 metri quadrati di cortile che accoglieranno pista da ballo, cinema e concerti.
Il nome è tutto un programma: "ConverGente - La casa del quartiere di San Salvario". Non è solo un sogno realizzato ma una "bella notizia per gli abitanti", come spiega Roberto Arnaudo, direttore dell'Agenzia per lo Sviluppo locale di San Salvario, associazione formata da una ventina di soggetti non profit, dalla parrocchia a Legambiente, che ha reso possibile l'iniziativa.
La strada per approdare a questo risultato è stata lunga. È dal 2000 che l'Agenzia chiede uno spazio al Comune di Torino, senza ricevere risposta. La svolta è arrivata nel 2005 quando l'associazione ha vinto un bando della Vodafone di 439mila euro. "Siamo tornati a bussare alla porta dell'amministrazione e, con studio di fattibilità e soldi alla mano, qualcosa si è mosso" racconta il direttore. Incassato il sostegno dell'amministrazione comunale, dopo due anni di restauro si può dire che è ora ai nastri di partenza un'avventura che ha qualcosa di straordinario, un progetto più unico che raro: un edificio pubblico gestito totalmente da enti non profit e aperto alla cittadinanza.
Un luogo speciale per un quartiere speciale. A San Salvario fin dagli anni Cinquanta convivono realtà diverse: torinesi doc, immigrati meridionali e stranieri, la famiglia Agnelli e gli operai della Fiat. Qui scorre via Nizza, una delle arterie più multietniche della città, spesso sotto i riflettori per spaccio e atti di piccola criminalità, ma anche il monumentale Corso D'Azeglio e il parco del Valentino, con il suo castello per secoli residenza estiva dei Savoia. "Gli abitanti originari non sono andati via con l'arrivo dei nuovi -spiega Roberto Arnaudo-, e hanno dato vita a un vero mix talvolta problematico, ma ricco e pieno di scambi. Una Casa del quartiere qui -continua- rafforza e dà visibilità alle oltre 40 organizzazioni non profit, che dal basso e spesso in maniera un po' anarchica, hanno lavorato sul territorio, offrendo un aiuto concreto ai cittadini".
E in prima linea c'è anche il ristorante: "Trentasei mesi per 36 progetti, così abbiamo immaginato la nostra presenza all'interno di ConverGente" precisa Valentina Peagno, cofondatrice insieme ad altri quattro volontari di Manitese della cooperativa Tavola di Babele che ha vinto il bando per la gestione triennale del punto ristoro "solidale e a km zero" e si è allargata ad altri cinque soci. La cucina apre a pranzo e per gli aperitivi, mentre il locale offre merende e pasti veloci a tutte le ore, da lunedì e giovedì fino alle 24, venerdì e sabato fino alle 2. Sabato e domenica il protagonista è il brunch.
"Come già facciamo nel nostro ristorante in via Cumiana 41/b dal 2007, non proporremo solo cucina casalinga, prodotti di stagione e a prezzi onesti -continua Valentina-, ma anche una vetrina alle idee che parlano di sostenibilità e di qualità della vita". Tra le iniziative in programma un mese dedicato all'acqua del rubinetto, un altro ai gruppi di acquisto solidale, un altro ancora al riciclo e al baratto con i negozi "Senza moneta".
Testo di Eleonora De Bernardi










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