Penisole a semicerchio, girelli rotanti, carrelli multifunzionali, elettrodomestici a caricamento verticale, lavelli con vasche ribassate. Non è l’arredamento dell’Enterprise, l’ammiraglia spaziale di “Star Trek”, ma poco ci manca. Sono infatti davvero avveniristiche le cucine studiate per persone con disabilità o ridotta capacità motoria o di movimento, come la Skyline_lab della Snaidero, concepita dagli architetti Roberto Lucci e Paolo Orlandini, insigniti del Good design award 2004 dall’Athenaeum, il museo di architettura e design di Chicago.
Questa cucina, frutto di mesi di approfonditi test di verifica ergonomico-funzionale condotti presso l’unità spinale dell’Istituto di medicina riabilitativa Gervasutta di Udine, è stata adottata in uno degli appartamenti del “Progetto Spilimbergo”, centro di riabilitazione nella provincia di Pordenone cui accedono, per periodi di tre settimane, più di cento para-tetraplegici ogni anno. Anche la Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna l’ha installata nei suoi appartamenti, in cui si sperimenta un nuovo e diverso modulo di assistenza alle persone che escono dallo stato di coma.
Ma grazie alla sue caratteristiche di ergonomia e funzionalità e alla piacevolezza del design, Skyline è piaciuta a molti, tanto da diventare “il nostro modello più venduto degli ultimi cinque anni”, ha detto l’imprenditore Edi Snaidero.
Con gli stessi obiettivi l’architetto Marco Miscioscia ha concepito Hability, cucina con un piano di lavoro realizzato in un unico stampo di acciaio inox senza impiego di saldature o elementi ad incasso, che consente di svolgere tutte le attività tipiche della preparazione dei cibi senza muoversi dalla stessa postazione. Di Scavolini la cucina Utility System, caratterizzata da un piano sagomato senza basi e da pensili con struttura saliscendi manuale o motorizzata.











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