È una tiepida domenica mattina di inizio primavera. Persone di varia età si aggirano per l’orto con un paniere sotto braccio e un coltello in mano, altre si misurano con vanghe e badili nella preparazione di un’aiuola da seminare, altre ancora sono riunite nella corte intorno a un pannello fotovoltaico. A pochi chilometri da Milano, la città sembra già lontanissima: chi arriva alla Cascina Santa Brera, nel comune di San Giuliano Milanese, trova infatti una grande struttura del 1300 inserita in un’oasi di 25 ettari, di cui sei a bosco e il resto a pascolo, con campi di cereali, orto e frutteto.
“Ho ereditato questa terra nel 1992 ma ho iniziato a coltivarla solo sette anni dopo” racconta Irene Di Carpegna, proprietaria della cascina. Di professione psicologa, non si era mai occupata di agricoltura: “Gli ultimi affittuari avevano praticato la monocultura e quindi la fertilità del suolo era compromessa. Sono stata tentata di lasciar perdere –confessa-, ma non potevo sopportare che la terra venisse avvelenata: ne avevo la responsabilità e dovevo prendermene cura”. Così ha iniziato a frequentare corsi di agricoltura biologica. “Li trovavo tutti molto teorici -dice-. Poi ho scoperto la permacultura, cioè la progettazione di insediamenti umani sostenibili, che mi ha aperto nuovi orizzonti”.
Da qui, l’intuizione di utilizzare lo spazio in modo partecipato: “Ho cominciato a organizzare dei corsi, dando molta attenzione agli aspetti pratici e alla qualità della comunicazione”. Il sogno di Irene, creare una comunità che si prendesse cura della terra, si è realizzato in pieno. Nel 2005 è nata l’associazione culturale Cascina Santa Brera, che gestisce la scuola di pratiche sostenibili e il progetto dell’orto condiviso: sottoscrivendo un “abbonamento” di 200 euro al semestre si possono raccogliere le verdure di cui si ha bisogno e, se lo si desidera, anche collaborare ai lavori. L’idea è piaciuta, tanto che ormai intorno alla cascina gravitano un migliaio di persone, tra cui “clienti-amici”, affezionati e alcuni gruppi provenienti da Ferrara, Varese e Pavia che vogliono riprodurrel’esperienza di Irene nei propri territori.
Santa Brera, già fornitore dei Gas (gruppi d’acquisto solidale), sta anche studiando con il coordinamento informale dei Gas milanesi (Intergas), un progetto per allevare polli con il sistema dell’ordinazione anticipata. E non potevano certo mancare i corsi: dall’orticoltura pratica alla potatura naturale, dall’autocostruzione di pannelli solari e fotovoltaici alla produzione di saponi, pane, formaggi, dall’apicoltura alla costruzione di case con balle di paglia e intonacatura con terra cruda e molto altro.
Le formule sono le più varie: si può scegliere tra il weekend full immersion e l’anno di permanenza, da cui si esce con un diploma di permacultore riconosciuto a livello internazionale. I costi? Per una settimana intensiva di orticoltura bastano 250 euro (120 nella formula “sei appuntamenti”, la domenica mattina) e, in estate, si possono anche trascorrere qui le vacanze: una settimana in cascina con corso di orticoltura e preparazione di conserve costa 500 euro (250 senza pernottamento). Mentre si impara a coltivare l’orto e a produrre marmellate, anche i bambini possono cimentarsi nei laboratori di falegnameria e bioedilizia, in un clima di rispetto e di amore per la terra che è bene acquisire sin da piccoli.
TESTO: Paola Parodi
A scuola di permacultura
“Lavora con e non contro. Tutto influenza tutto. Il tutto è più della somma delle parti. Trasforma i limiti in opportunità. Usa le risorse locali. Ricicla e riutilizza”. Sono alcuni dei principi base della permacultura, nata dall’osservazione degli equilibri e delle sinergie dei sistemi naturali. Il primo a concepirla è stato Bill Mollison, studioso (ma anche cacciatore, pescatore, agricoltore, artigiano), nato in Tasmania nel 1928. La cura della terra e delle persone e un’equa condivisione delle risorse sono gli obiettivi principali di questa disciplina.
In Italia esistono un’Accademia di permacultura (www.permacultura.it), con una quarantina di iscritti e 14 formatori diplomati, e una rete di strutture che la praticano e la insegnano: tra queste, l’Ecovillaggio di Torri Superiore (Imperia, tel. 0184 – 215.504, www.torri-superiore.org), la Tenuta antica di Cessole (tra Acqui Terme e Alba, tel. 0144 – 801.13, www.tenuta-antica.com), l’ex Convento di san Giorgio (L’Aquila, tel. 0862 – 883.68 o 333 – 263.37.35, www.conventosangiorgio.it) e l’azienda agricola La boa a Belfiore (Venezia, tel. 392 – 32.39.918, laboa.org). Viene poi praticata in varia misura negli ecovillaggi, sia in Italia (Rete villaggi ecologici, www.ecovillaggi.it) che all’estero (Global ecovillage network, gen.ecovillage.org).











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