Risse e accoltellamenti: delle bande di adolescenti latinoamericani, diffuse soprattutto a Milano e Genova, si conosce quasi solo questo. L'inchiesta "Mamá pandilla" del numero di maggio di Terre di mezzo - street magazine racconta il fenomeno da un punto di vista diverso: quello delle madri, donne che lottano per recuperare il rapporto con figli cresciuti altrove e per tenerli lontano dalla strada.
“Appena arrivano in Italia, i figli degli immigrati non solo non conoscono il nostro Paese ma neanche i propri genitori -spiega Gabriela Sbiglio, psicologa argentina che a Milano organizza gruppi di terapia composti da 4 o 5 donne latinoamericane-. Alle mamme dico sempre che devono partorirli una seconda volta, ricucendo lo strappo della loro partenza". Maria ha impiegato un anno per convincere la figlia a uscire dai Latin Dangerz, una delle bande emergenti a Milano. "Andavo a cercarla dagli amici anche di notte -racconta a Terre di mezzo-. Qualche volta ho chiamato la Polizia. Litigavamo tutti i giorni”. È arrivata a chiedere ai servizi sociali di “rinchiuderla” in una comunità. “Con il Tribunale dei minori abbiamo poi stabilito che restasse con noi, ma seguita dagli educatori di una cooperativa sociale”.
Spesso all'origine del disagio di questi giovani c'è anche il cambio di status sociale che subiscono una volta arrivati in Italia. Le commesse inviate dai genitori, infatti, permettono ai figli degli emigrati di essere dei privilegiati nel Paese d’origine, ma le cose cambiano quando giungono a Milano o a Genova. “Qui scoprono che i genitori fanno lavori faticosi e malpagati", riprende la psicologa. A volte lo shock è legato a episodi ben precisi, come nel caso di una mamma che per anni ha comunicato con il figlio via internet usando il computer dei propri datori di lavoro. La webcam era puntata sul salotto e quindi il bambino vedeva alle spalle della madre un ampio locale con mobili di lusso e quadri. Arrivato a Milano, ha aperto la porta di casa e ha trovato solo una stanza con bagno e cucinino.
L'inchiesta di Terre di mezzo racconta anche la storia di chi ha provato a trasformare le bande in associazioni di volontariato. È successo sia a Genova, nel 2006, dove è stata firmata una pace tra i Latin Kings e i Ñetas, che a Milano, nel 2008, dove è nato il Movimento real juvenil. Progetti ora conclusi, che non hanno avuto un seguito.
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TESTO: Dario Paladini per l'agenzia Redattore sociale























