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L'esercito dei barter
Hanno fiuto per gli affari, si incontrano su internet, organizzano feste per scambiarsi qualsiasi cosa: dai motorini al macina caffé. Identikit dei nuovi adepti del baratto.

 

"Ho venduto il divano su eBay per un euro. Se l’avessi scambiato, non dico con un altro divano ma anche solo con un libro, ci avrei guadagnato di più”. Dopo un’esperienza così poco gratificante, Paolo Severi,  insieme a gruppo di amici che si definiscono “eco sostenibili sì, ma commercianti no di certo”, ha realizzato il primo sito italiano di baratto online. In tre anni Zerorelativo.it ha raccolto quasi 10mila annunci. 

È un bazar speciale, sulle bancarelle virtuali la merce è senza prezzo. Lo slogan è: “Il tuo oggetto è la tua moneta”. A cambiare da un prodotto all’altro, è invece il “valore relativo”: “Sale in proporzione al bisogno che se ne ha. Specchi, biciclette, enciclopedie, sono i barter, ovvero i barattanti, a pattuire i valori e lo scambio”, spiega Paolo. Niente trattative, al bando le promozioni sottocosto e i saldi: “La merce è essa stessa moneta di scambio, non si guadagna nulla in termini economici –conferma–. Una volta ho assistito allo scambio di uno scooter con un macinatoio, alla fine entrambi i barter erano soddisfatti”. 

Come si baratta online? Innanzitutto, per postare la proposta di scambio servono una foto e una descrizione precisa di ciò che si offre. Contemporaneamente si sbirciano le offerte degli altri barter e si contattano quelli che offrono ciò che più interessa. Truffe e merce che non arriva a destinazione? Può capitare, ma molto raramente. A dare garanzie sull’affidabilità di chi scambia, sono i barter stessi: online ognuno è riconoscibile attraverso un profilo con tanto di feed back su puntualità, qualità della merce e commenti degli utenti.

Una volta in contatto, i barter si mettono d’accordo per lo scambio merce, preferibilmente dal vivo: “Barattare è anche un modo per entrare in contatto con altre persone -fa notare l’ideatore di Zerorelativo.it-, però se le distanze non lo consentono, si procede via posta”.

Vestiti per bambini, pentole, armadi, video registratori, testi universitari, antiquariato e figurine dei calciatori, Zerorelativo.it non è l’unico portale di baratto. Da baratto-online.com (sezioni auto e francobolli ma anche abbigliamento) passando per scambiamoci.it (si baratta anche a tema bellezza e salute) e suesu.it (hobby e accessori le categorie più frequentate), la rete è ricca di siti che nascono con lo stesso motto: “Siamo ricchi di oggetti comprati o regalati che riempiono le nostre case… ma non ci servono!”. 

E se nelle grandi città come New York e Milano ad andare di moda è lo swapping, feste a base di scambio di vestiti e chiacchiere, basta dare un occhio a thewalkingtree.altervista.org, per rendersi conto che anche il baratto online ha le sue belle curiosità, una su tutte lo scambio delle piante.

A ideare il primo sito italiano di “piante in marcia” è stato Filippo Valenti, 36 anni, ingegnere con la passione per il verde. “Ho sempre apprezzato l’idea informatica dell’open source, allora mi sono detto perché non fare la stessa cosa con le piante?”. In apertura di sito, le schede di presentazione di piante e semi. Valenti ha  cominciato con le piante grasse: “Ho fatto il casting dei miei cactus: per ciascuna ho scattato una foto e redatto un breve curriculum. Ho invitato poi gli amici a fare la stessa cosa. Quando si è in partenza per le ferie o si deve traslocare, piuttosto che buttare via le piante la soluzione è scambiarle o regalarle. È così che è nato il baratto verde”.

Tanti portali, migliaia di barter, il baratto online nuova frontiera del commercio? “No, è utopistico pensare di poter acquisire tutto con lo scambio -ammettono da Zerorelativo.it-, però ci sono una serie di vantaggi inequivocabili: il baratto è economico e rispettoso di ambiente e risorse. Dà nuova vita a oggetti che altrimenti finirebbero dimenticati nei cassetti”.  

TESTO DI Laura Bellomi

Per saperne di più leggi "La pesca pericolosa" e "Sotto chi abbocca"

 

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