Le inchieste
Sotto a chi abbocca
Case, auto, animali: online il "pacco" è dietro l'angolo. in Italia, in soli nove mesi, la Polizia postale ha scoperto truffe per quasi sette milioni di euro. Un'inchiesta sul filo della rete, partita dalla ricerca di un monolocale...

Una sistemazione a Milano il più possibile economica. È quello che cerco su Secondamano.it, scorrendo velocemente gli annunci di affitto, finché il mio sguardo cade sulle foto di un grazioso appartamento in zona Corvetto, a 650 euro mensili spese e utenze comprese. A volte, ciò che sembra conveniente si rivela tutt’altro, e infatti trovo le immagini della stessa casa in corso Sempione, pieno centro: 600 euro mensili, stesse condizioni. Nessun numero di telefono, solo un indirizzo mail. Faccio un tentativo.

“Ho quest’appartamento disponibile perché ho mosso col mio lavoro in Atene, Grecia e ho bisogno del denaro per pagare l’affitto qui”. Inizia così la risposta del mio inserzionista: espressioni sgrammaticate e frasi da “traduttore automatico”. Eppure si firma, italianissimo, Marco Giunti. Mi scrive che è l’unico a possedere le chiavi, ma possiamo trovare un accordo: potrò varcare la soglia di casa dopo aver versato 650 euro a un agente del corriere Tnt, tramite l’agenzia di trasferimento di denaro Money Gram. Due giorni dopo il versamento, arriveranno le chiavi. Se l’appartamento sarà di mio gradimento, autorizzerò l’agente a versare la quota al mio locatore, altrimenti riavrò indietro i miei soldi.

Insospettita, chiamo il call center di Tnt per accertarmi che facciano questo tipo di servizio. L’operatrice smentisce tutto e aggiunge di essere stata contattata da altre persone che lamentavano di aver subìto truffe simili. Un danno d’immagine per Tnt, tanto che la sede centrale di Londra quest’anno ha diramato un documento alle sue filiali sparse nel mondo in cui raccomanda di prestare assistenza alle persone truffate. Altro che grande affare: le chiavi non sarebbero mai arrivate e i miei 650 euro sarebbero finiti nelle tasche di chissà chi.

Non sono pochi però quelli che si lasciano raggirare. Dal primo gennaio al 13 ottobre 2009, la Polizia postale ha registrato 3.514 denunce per truffe online e 53mila per transazioni non riconosciute dai titolari di conti e carte di credito, per un totale di 6 milioni e 700mila euro. E si tratta soltanto delle somme denunciate. Gli arresti, finora, sono stati appena 104

Macchine, case in affitto, pacchetti vacanze, cellulari, cuccioli, ogni tipo di bene può essere una buona occasione per incassare denaro a danno altrui. Non c’è limite al raggiro e nemmeno alla fantasia dei truffatori che scelgono di volta in volta se indossare i panni del venditore o dell’acquirente. C’è poi il phishing, che mira a “pescare” via mail i dati bancari delle vittime per poi ripulirne il conto. I siti colpiti dai truffatori vanno dal più diffuso eBay, per il quale la Polizia postale ha promosso una campagna di sensibilizzazione sui rischi della compravendita, fino a Subito, Secondamano e Kijiji, per citarne alcuni. 

“La storia si ripete, non è una novità, solo che una volta si servivano dei giornali di annunci -commenta Stefano Aterno, avvocato esperto in criminologia informatica-. Il truffatore si interessava al tuo motorino, veniva all’appuntamento con un’auto che ti lasciava come garanzia e poi spariva sullo scooter con la scusa di provarlo. L’auto, ovviamente, risultava essere rubata”. 

Crimini invisibili e senza frontiere

Il raggiro tramite internet, però, è ancora più semplice, perché è facile scomparire senza lasciare alcuna traccia. Prima di lanciarsi negli affari, quindi, bisogna premunirsi. “È come avere una macchina e non saperla guidare: se fai un incidente è anche colpa tua”, ironizza Sabrina Castelluzzo, vicequestore aggiunto della Polizia postale. 

Ed è proprio così: il sito che pubblica l’annuncio, infatti, non ha alcuna responsabilità legale, dal momento che viene considerato tale e quale a una bacheca. Per questo, anche se si tratta di piccole cifre, chi fa acquisti su internet deve evitare qualsiasi transazione che non lasci traccia e, in generale, diffidare dei metodi di pagamento che non consentono di verificare con certezza l’identità del destinatario (a rischio, tra le altre operazioni, le ricariche su carte prepagate o i versamenti attraverso agenzie di trasferimento di denaro, ndr). “Non sempre le truffe riguardano somme ingenti, anzi, il più delle volte si tratta di importi relativamente modesti, per cui le vittime preferiscono non denunciare l’accaduto”, spiega l’avvocato Stefano Aterno.

Una complicazione per le indagini, a cui si aggiunge la poca collaborazione tra gli Stati, che non hanno ancora adottato una politica comune in materia. “I truffatori non appartengono a una specifica nazionalità, a volte si tratta anche di italiani che utilizzano provider stranieri”, precisa Sabrina Castelluzzo. 

Ma chi ha in mano il gioco? Secondo la  Polizia postale, dietro i raggiri non necessariamente ci sono grandi organizzazioni criminali, bensì singoli individui e gruppi isolati che agiscono per tentativi. Insomma, provano a far saltare il banco, cambiando la posta in gioco. Com’è accaduto su Secondamano. “Dapprima si sono concentrati sulla compravendita di elettrodomestici e cellulari -racconta Stefania Castoldi, responsabile del Servizio clienti-, in un secondo momento sulle auto e da ultimo sugli affitti di immobili”. Secondamano ha un sistema automatico di controllo delle inserzioni che segnala agli operatori quelle sospette, poi analizzate “manualmente”. Anche gli utenti forniscono un aiuto segnalando gli abusi alla redazione. Ciononostante qualcuno riesce a farla franca. “È come nel doping: noi corriamo, ma chi gioca sporco è un passo avanti”, ammette la responsabile.

Cuccioli fantomatici e trasferte da sogno

Anche i regali su internet possono riservare delle sorprese. Ad Alessandra, residente a Bergamo, non pareva vero: una signora croata offriva, sulla bacheca di Subito, due cuccioli di chihuahua, gratis. La consegna, secondo gli accordi, sarebbe avvenuta tramite la Ipata, un’agenzia internazionale di trasporto animali. La Ipata esiste davvero: è la federazione americana dei corrieri specializzati in questi tipo di trasporto. La “benefattrice” quindi non desta sospetti

Tutto tranquillo, finché Alessandra non riceve una mail in cui la Ipata le chiede 290 euro per il servizio. Dovrà fare il versamento attraverso la Western Union, l’intestatario vive in Camerun. “Mi è sembrato strano –dice Alessandra–, ma poi ho visto che la Western Union ha una sede in quel Paese e mi sono fidata”. Si fida, paga e viene subito rassicurata con una mail: i cani arriveranno alle 13.30 del giorno dopo. Il mattino seguente però, la ricontattano: occorrono ancora 190 euro per la cassa di trasporto e 90 per le vaccinazioni. Alessandra protesta, la cassa spetta alla ditta: nessun problema, la spesa le sarà rimborsata alla consegna. Paga ancora e una mail la avvisa che i cani arriveranno, alle ore 7 del giorno successivo. L’indomani, alle 15.30, Alessandra non ha ancora ricevuto i chihuahua e una nuova mail della Ipata le chiede 890 euro di assicurazione. Questa volta si rifiuta e minaccia di denunciarli se i cani non le verranno consegnati al più presto. “I cuccioli sono in quarantena in Svezia e spetta al tribunale italiano deciderne la sorte”, le comunicano +in tono asciutto dalla finta Ipata. Tiriamo le somme: tre giorni di tribolazioni e 570 euro perduti, dei cani nemmeno l’ombra. Oggi sul sito della Ipata c’è un “allerta” che mette in guardia dai truffatori che utilizzano abusivamente il suo marchio. 

Dal novembre 2008 al marzo 2009, Sos truffa, istituito dalla Provincia e dai comuni del modenese, ha ricevuto “118 telefonate relative a truffe tramite commercio a distanza, dal telemarketing all’e-commerce” spiega Renata Frammartino, coordinatrice dello sportello. A loro si rivolge anche Antonella, quando due ingegneri indonesiani le chiedono via mail un preventivo per l’affitto di uno dei suoi appartamenti. “Non ho mai fatto tanta pubblicità alle mie case, a parte qualche annuncio su Secondamano e Homelidays, perciò mi sono chiesta come mi abbiano trovato da laggiù”, ricorda Antonella che si rivolge per un parere a Sos truffa. Le consigliano cautela. Gli ingegneri, dopo aver ricevuto il preventivo di 1.500 euro, confermano di aver scelto la sua casa, solo che la loro azienda ha già stanziato un assegno di 8.500 euro. Le chiedono di accettare l’assegno e di girare la differenza a un’agenzia di noleggio auto. “Si devono proprio fidare di me, visto che mi versano 8.500 euro senza neppure conoscermi. E se poi me li tengo tutti io?” scherza l’affittuaria, che su suggerimento di Sos truffa domanda copia dell’assegno e il nominativo dell’agenzia di noleggio. Gli ingegneri però prendono tempo: non hanno ancora firmato il contratto per l’auto, quindi non possono confermarle il nome dell’agenzia. Antonella insiste e loro spariscono nel nulla. A cosa miravano? Probabilmente speravano che Antonella si prestasse a riciclare il loro denaro sporco. 

Avvisi ai naviganti

La Polizia postale e i siti di annunci come Secondamano, eBay, Subito, hanno messo a disposizione dei naviganti una serie di consigli per evitare di finire abbindolati. Noi li riassumiamo in quattro regole essenziali. La prima è leggere bene il testo dell’annuncio e diffidare di inserzioni che contengono errori grammaticali grossolani. Seconda, in internet nessuno fa regali, meglio sospettare delle offerte troppo vantaggiose. Terza, evitare sistemi di pagamento non tracciabili, meglio fidarsi solo di bonifici su conti correnti italiani. Infine, mai fornire a uno sconosciuto i propri dati personali e bancari e mai pagare anticipatamente: è l’ultimo passo da compiere, dopo i dovuti accertamenti.   

TESTO DI Caterina Bigliardo

Per saperne di più leggi "La pesca pericolosa" e "L'esercito dei barter"

 

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