Annunciato più volte negli ultimi mesi, lo sgombero dell'insediamento rom nell'ex area industriale di via Rubattino a Milano è stato portato a termine questa mattina. All'alba della prima vera giornata d'autunno dell'anno, con pioggia e aria fredda, le circa 250 persone rom romene (150 quelle rimaste secondo il Comune), tra cui 56 bambini, che da mesi bivaccavano tra le rovine cadenti dell'ex insediamento industriale dell'Innocenti sono state allontanate dalla polizia, con l'assistenza dei servizi sociali, per trovare un primo, provvisorio rifugio, pochi metri dopo l'uscita del campo, sotto il ponte della tangenziale est.
“Perché lo sgombero arriva sempre quando c'è freddo? -chiede un giovane rom in jeans e giubbotto di pelle-.Ci dicono 'andate via'... Ma dove andiamo? Tutta la gente deve sapere la vita che facciamo. Se non ci danno una casa e un lavoro, in inverno le persone moriranno di fame. O ci danno il denaro per fare un campo oppure sarebbe meglio che facessero come i francesi: almeno là ai rom hanno dato i soldi per tornare a casa. Siamo zingari, ma anche noi abbiamo il sangue rosso e il cuore buono”.
Nell'ex area industriale “la situazione era pericolosissima - dice Tullio Mastrangelo, comandante della polizia locale di Milano -: ci sono plafond in ferro che penzolano dal tetto, qua e là buche profonde tre metri, come delle foibe, con il pericolo che qualcuno possa caderci dentro in ogni momento. Il comune e i servizi sociali hanno chiesto se accettavano l'accoglienza, per gli uomini in una struttura, per le donne e i bambini in un'altra, ma loro tendono a voler stare insieme”.
“Sono stata qui domenica scorsa e la situazione era tranquilla, anche se c'era preoccupazione perché già da qualche giorno lo sgombero era stato annunciato -dice Patrizia Quartieri, consigliere comunale di Rifondazione Comunista-. A me aveva stupito, parlando con alcune mamme, la loro preoccupazione perché i loro figli non avrebbero più potuto frequentare la scuola: un discorso che, solo un anno fa, non avevo sentito fare e che testimonia il lavoro fatto dalla Comunità di Sant'Egidio e dal volontariato. Un lavoro, tra l'altro, che è sempre stato richiesto dall'amministrazione come una delle condizioni per l'integrazione. Loro, i rom, avevano preso seriamente quest'impegno. Non altrettanto l'amministrazione che, secondo me, ha voluto fare un regalo alla Lega perché siamo in campagna elettorale per le comunali. Ora li sposteranno di 500 metri, ma la situazione non cambia”.
Da domani tutte le attività di integrazione, in primis la scuola, sono a rischio. Da due giorni era iniziato il pre-scuola, organizzato dal gruppo delle mamme di via Rubattino, dalla Comunità di Sant'Egidio, dai volontari della parrocchia dei Santi Martino e Gerolamo Emiliani e da due delle insegnanti delle scuole elementari della zona, a cui partecipavano 25 bambini del campo dai 4 ai 13 anni (vedi lancio del 5 settembre 2010, ndr). “Questo sgombero interromperà l'esperienza -dice Silvia Borsani, maestra elementare-. Oggi una bambina mi ha chiesto: 'Maestra, ma riuscirò ancora ad andare a scuola?'”.
“La litania dei bambini che non potranno andare a scuola è falsa, visto che a mamme e bambini è stato offerto un tetto nelle strutture comunali e in 23 hanno accettato -ribatte il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato-. Un segnale positivo, alla luce anche dei bus diretti in Romania, che cominciano a spuntare e che riportano in patria gli irregolari come è successo l’altro giorno al parco Cassinis. Solo dieci giorni fa -prosegue De Corato- i vigili hanno salvato una sedicenne rom da uno stupro di gruppo sotto minaccia di pistola arrestando un diciannovenne del campo (di via Rubattino, ndr). E qualche giorno fa la Polizia di Stato è riuscita a individuare un secondo responsabile che è finito in manette. Uno spaccato che è fintamente ignorato da quel mondo buonista dell’associazionismo e dei sociologi abituato per partito preso a difendere sempre e comunque gli abusivi. Anche perchè sul caso rom ci campano”. Intanto anche la Lega Nord, per tramite del segretario milanese Igor Iezzi e dell’assessore provinciale alla Sicurezza, Stefano Bolognini, ha espresso soddisfazione per lo sgombero.
TESTO E FOTO: Andrea Rottini per l'Agenzia Redattore Sociale
LEGGI QUI la nostra inchiesta "Il derby degli zingari"











OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook
