L’auto a emissioni zero è il sogno ma per ora, secondo l’Istat, un italiano su due utilizza ancora un veicolo vecchio ed inquinante, classificato Euro 0, 1 o 2 (dato 2007). Anche dopo i tanti e prolungati incentivi alla rottamazione, infatti, la percentuale di veicoli Euro 4 in circolazione si ferma al 26,8 per cento. È quindi necessario fare un balzo in avanti con scelte consapevoli e sempre più rispettose dell’ambiente, in attesa di entrare nell’era delle auto a idrogeno o elettriche, che già iniziano ad affacciarsi sul mercato.
Per quanto riguarda l’auto elettrica, per ora i gruppi automobilistici francesi sembrano quelli più all’avanguardia. Se Peugeot ha recentemente presentato il suo nuovo prototipo di auto elettrica BB1, che trasporta fino a quattro passeggeri e si guida come uno scooter, entro il 2012 Renault conta di mettere in commercio in Europa ben quattro modelli di autovetture a propulsione completamente elettrica. Non solo: Renault ha stretto una partnership con la multiutility A2A in un nuovo progetto che prevede, già in questa primavera, la messa su strada a Milano e Brescia di un centinaio di auto elettriche e l’installazione di colonnine per ricaricare l’auto in circa 20 minuti.
Dai laboratori Fiat sta invece uscendo Phylla, prototipo di city car elettrica con un’autonomia di 200 km e dotata di pannelli solari in grado di alimentare il motore per 18 km al giorno. Entro la fine del 2010 ne sarà consegnata una mini flotta alla Regione Piemonte e all’aeroporto di Torino Caselle per un periodo di test su strada. Da segnalare anche e-mobility Italy, iniziativa italo-tedesca promossa dal gruppo Daimler e da Enel che metterà a disposizione degli abitanti di Milano, Roma e Pisa delle vetture Smart electric drive: per utilizzarle, basterà pagare un canone mensile e stipulare un contratto minimo di 4 anni. Enel provvederà a dotare le città di colonnine di ricarica e a installare presso l’abitazione o il luogo di lavoro di ogni cliente uno smart box a cui collegare la vettura per la ricarica a domicilio.
TESTO DI MARCO MENICHETTI











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