La mania per la sicurezza colpisce alla cieca.
Nel luglio scorso il Parlamento ha approvato il cosiddetto "Pacchetto sicurezza" che comprende norme rivolte anche ai senza dimora e a chi vive in alloggi precari. Viene istituito, innanzitutto, il "registro nazionale delle persone che non hanno fissa dimora".
A che cosa servirà questo registro? Sarà una sorta di lista dei cattivi e degli indesiderati?
Il rischio è che i Comuni non concedano più la residenza ai senza dimora, in virtù dell'esistenza del registro nazionale. Ma chi non ha la residenza non può accedere ai servizi sanitari né a quelli sociali. E non può neanche percepire un'eventuale pensione. Inoltre, il Pacchetto di luglio prevede che il diritto alla residenza sia condizionato all'esistenza dei requisiti igienico sanitari dell'alloggio. Ma in Italia secondo Istat sono circa 1,4 milioni le case senza questi requisiti, e non si tratta solo di baracche, ma, talvolta, anche di vecchi alloggi popolari. Chi ci abita diventerà un fantasma?
Per queste ragioni la Federazione degli organismi per le persone senza dimora (Fio.psd) e i giornali di strada italiani (Terre di mezzo, Scarp de'tenis, Foglio di via, Shaker e Piazza Grande), lancia la campagna "Pacchetto tutto escluso". Chiediamo al ministro dell'Interno Roberto Maroni, che sta redigendo i decreti attuativi del Pacchetto sicurezza, di garantire che la residenza anagrafica rimanga un diritto per tutti.
- ABBIAMO BISOGNO DI TE per dare voce a questa richiesta:
- Invia anche tu la cartolina-appello al ministro Maroni, cliccando qui
- Scarica il "Diario di un diritto negato", che ricostruisce l'iter del Pacchetto sicurezza
- PER SAPERNE DI PIU':
- "Iniziativa di proposta, non di protesta" - il commento di Paolo Pezzana (Fio.psd)
- "Quella faccia un po' così" e "Lo zio d'America" (da Terre di mezzo-street magazine)











OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook